sabato 4 gennaio 2020

PEDAGOGIA: Natura dei bambini di Silvio Antoniano



Il brano "Natura dei bambini", è parte dell'opera "Tre libri dell'educatione christiana de'figliuoli", pubblicata da Silvio Antoniano nel 1584. L'opera, da subito divenuta per quasi tre secoli, punto di riferimento per famiglie ed educatori cattolici, ribadisce la centralità della famiglia offrendo in particolare ai genitori, consigli sulla crescita dei propri figli.
In tale brano Antoniano parte affermando come la natura umana sia di per sé corrotta dal peccato originale e come, seppur ogni età consti dei propri difetti e vizi, in particolare la fanciullezza ne sia colma. Secondo Antoniano è dunque opportuno che il padre sia rigido durante l'infanzia in quanto è proprio in questo periodo che si scopre la naturale inclinazione del bambino; il padre dovrà moderare i vizi del figlio tramite l'educazione e dovrà correggerne i difetti tramite osservazioni e critiche costruttive. Egli dovrà peraltro aiutare il figlio ad essere fedele alle proprie inclinazioni naturali per favorire un suo efficace sviluppo futuro.
Riferendosi poi propriamente all'età della fanciullezza, Antoniano riporta la sua visione dei bambini, descrivendoli come creature dedite all'ozio e ai giochi e, pertanto riluttanti nei confronti dell'impegno scolastico che li distoglie dai loro desideri oziosi. Egli li descrive inoltre come creature dedite alla finzione e a mentire, a peccare di gola e a desiderare qualsiasi cosa diventando capricciosi se questa non gli viene data.

PEDAGOGIA: la ratio studiorum della compagnia di Gesù



La Ratio Studiorum era un ampio documento formato da 30 capitoli in cui erano definite le regole che professori, superiori e alunni erano obbligati a seguire. Le regole riguardavano gli orari, la lingua, la modalità di correzione dei compiti, lo svolgimento delle lezioni e il tempo dedicato al consolidamento delle nozioni impartite.
 Il brano riporta in due capitoli (14/15) le regole inerenti all'orario:
14. orario la ripartizione delle materie nelle diverse ore a disposizione dovrà essere costante e dovranno essere presenti almeno 2 ore per lo studio della retorica e 4 ore in totale per lo studio degli autori classici e di altre discipline.
15. mutazioni dell'orario all'interno dell'orario sono possibili eventuali modifiche per esempio nella disposizione delle ore ma le attività complessive devono rimanere identiche.
Per quanto riguarda invece la didattica i punti che la regolano sono ben 5:
18. uso del latino tutti nella classe hanno l'obbligo di usare la lingua latina, nel caso in cui venisse fatto uso della lingua materna, verranno inflitte pesanti punizioni.
22. metodo di correzione nella correzione del compito scritto, l'insegnante dovrà segnalare gli errori commessi e interrogare l'alunno su questi ultimi. Gli errori vanno corretti pubblicamente e i ragazzi devono recitare la regola che hanno errato. Infine è necessario lodare gli studenti che hanno compiuto un lavoro perfetto. Durante la procedura di correzione tutti gli alunni dovranno ricopiare lo scritto corretto e a fine lezione darne una copia all'insegnante.
25. ripetizione la ripetizione va svolta quotidianamente e riguardo alla lezione precedente. Essa viene realizzata o da un unico membro tramite un discorso continuo, oppure da un gruppo e dunque suddivisa in parti. Iniziano gli studenti migliori per poi procedere con gli altri.
26. la ripetizione del sabato ogni sabato vengono ripetute tutte le lezioni settimanali tramite interrogazioni con un premio finale per coloro che avevano ricevuto buoni risultati.
27. la lezione Nella lezione l'insegnante dovrà precedentemente prepararsi tramite la lettura di libri e la stesura di un discorso da seguire durante la spiegazione, quindi senza alcuna improvvisazione. La lezione dovrà strutturarsi nel seguente modo:
1. lettura ad alta voce del brano;
2. esposizione dell'argomento e di eventuali collegamenti con altri brani;
3. analisi del brano, paragrafo per paragrafo, unita alla parafrasi, realizzata o in un latino più semplice o nella lingua locale;
4. osservazioni finali sul brano e il messaggio;

venerdì 3 gennaio 2020

PSICOLOGIA: Il corpo alimentare di G. Pietropoli Charmet





All'interno dell'opera "I nuovi adolescenti", Charmet realizza un analisi delle nuove generazioni, concentrandosi principalmente su due modi opposti con cui alcune ragazze di oggi vivono il periodo adolescenziale. Nel primo caso, ci si trova di fronte a ragazze chiamate dall'autore "isteriche", le quali puntano tutto sulla capacità seduttiva della loro corporeità, le quali si espongono sulla scena sociale in maniera vistosa e che sicuramente non passa inosservata: esse fanno leva su trucchi e trattamenti cosmetici, oltre che un certo codice di abbigliamento, il tutto finalizzato ad attirare l'attenzione unicamente sul proprio lato estetico. Dall'altro lato troviamo invece delle ragazze che perseguono un'ideologia totalmente diversa, se non persino opposta alla precedente, le cosiddette "anoressiche": esse sono votate al dimagrimento radicale, spesso abbigliate in modo dimesso, bandiscono ogni iniziativa che comporti la bellezza e la sessualità e puntano ad affrontare la società portando avanti un'ideologia secondo cui ci si possa affermare in società per il proprio lavoro mentale e non per la propria fisicità. I due contrapposti progetti, si trovano in una situazione di guerra culturale e ideologica ma entrambi finiranno per essere nient'altro che il loro corpo. A lungo andare i risultati sortiti da entrambe saranno però simili: entrambe, una perché eccessivamente concentrata sulla propria cura estetica e l'altra perché consumata dall'eccessivo dimagrimento, riusciranno ad affermarsi con fatica nella società e verranno anzi ampiamente criticate.  

PSICOLOGIA: La deformazione del sogno di S. Freud









All'interno dell'opera "l'interpretazione dei sogni", da cui il brano "la deformazione dei sogni" è tratto, Sigmund Freud espone la sua tesi secondo cui, nei sogni, si trovi l'appagamento di un desiderio irrealizzato nella vita reale. In particolare egli avvalora la sua tesi di fronte ad alcune obiezioni rivoltegli dai pazienti, precisamente vengono riportati 3 racconti.
PRIMO RACCONTO
Una paziente, la quale viveva un tormentato rapporto con la suocera, narra a Freud di un sogno che le vedeva in villeggiatura insieme in un paese di campagna. Vista l'inimicizia presente tra le due e anzi il costante desiderio di allontanamento dalla suocera manifestato dalla paziente, il sogno risultava essere una contraddizione alla teoria sui sogni esposta da Freud e inconsciamente esprimeva il desiderio della paziente di mettere lo psichiatra nella condizione di avere torto. Esaminando la logica del sogno per trarne un'interpretazione, Freud realizza un parallelismo tra il desiderio di metterlo nel torto e un avvenimento reale più serio relativo alla vita della paziente. In quel periodo Freud aveva infatti individuato nel passato della donna un periodo di particolare rilevanza per la sua malattia e, non volendo lei accettare la situazione aveva desiderato che il medico avesse torto. Così facendo il desiderio del torto era stato tramutato nel sogno nel viaggio con la suocera che corrispondeva dunque alla volontà che il periodo di sviluppo della malattia non si fosse mai verificato.
SECONDO RACCONTO
Freud in questo caso realizza una supposizione: un giorno un suo ex compagno di classe sente, durante una serata tra amici, l'esposizione della teoria di Freud secondo cui il sogno è l'appagamento del desiderio. Quella notte l'uomo, che lavorava come avvocato, sogna di perdere tutte le cause e il mattino seguente si rivolge a Freud per narrargli l'accaduto. Freud non dimostra particolare interesse per il fatto ma successivamente né realizza per conto proprio un'interpretazione che rimanda a vecchi tempi in cui lui e l'amico erano compagni di classe. Freud era sempre stato il migliore della classe e l'amico uno studente nella media: probabilmente una reminiscenza del desiderio di superare Freud nei suoi risultati scolastici e vederlo dunque fallire, si era manifestata nel sogno come la volontà di contraddirlo nella realtà della sua ultima teoria, negandone dunque il funzionamento.
TERZO RACCONTO
Nel terzo racconto Freud realizza un'interpretazione di un sogno sulla base della conoscenza della vita passata di una sua giovane paziente la quale gli presenta un sogno legato ad un'obiezione alla sua teoria. Ella racconta di aver sognato la morte del secondogenito della sorella maggiore, la quale aveva già precedentemente perso il primogenito, Otto, al quale lei era molto più affezionata. La paziente si chiedeva dunque cosa il sogno potesse significare. Freud, sulla base della conoscenza della sua vita passata, potè velocemente realizzare un'interpretazione del sogno: la paziente era cresciuta a casa della sorella maggiore, luogo dove aveva incontrato un letterato del quale si era innamorata e con il quale sarebbe dovuta convolare a nozze se non fosse per la decisione della sorella maggiore di sventare il matrimonio e di non invitare più l'uomo nella dimora. La paziente e l'amato non avevano dunque più avuto la possibilità di vedersi se non appunto nell'occasione dei funerali di Otto. La ragazza divenuta poi adulta aveva continuato ad assistere alle conferenze dell'uomo per vederlo e proprio la sera successiva a quella del sogno sarebbe dovuta andare ad un concerto a cui anche il letterato avrebbe preso parte. Freud interpreta dunque il sogno come l'impazienza della donna di rivedere l'amato, infatti se si verificasse nuovamente la morte del figlio della sorella maggiore, loro due potrebbero rivedersi in occasione del funerale. Per mascherare il desiderio la paziente fa inoltre un sogno in cui ci si trova in una situazione particolare, in cui non ci si dovrebbe concentrare sull'amore bensì sul dolore per il lutto. Probabilmente questo tipo di parallelismo viene realizzato anche perché nella situazione precedente, della perdita di Otto, la paziente aveva provato la stessa gioia di vedere l'uomo amato nonostante il triste avvenimento.

domenica 17 novembre 2019

La meglio gioventù






La meglio gioventù è un film del 2003, diretto da Marco Tullio Giordana. Ambientato interamente in Italia, racconta le vicende di una famiglia romana dall'estate del 1966 fino alla primavera del 2003.
I 2 protagonisti della storia sono due fratelli romani, Matteo e Nicola Carati, i quali all'inizio della saga sono ventenni e rispettivamente studenti in lettere e medicina. Essi vivono con i genitori Angelo ed Adriana e hanno due sorelle: la maggiore, Giovanna, e la più piccola, Francesca. I fratelli decidono di intraprendere un viaggio con destinazione capo nord assieme a due amici, il quale è però destinato a rimanere incompiuto per via dell'incontro con Giorgia da parte di Matteo e del rapporto che tra i due si instaura. La giovane vive in una clinica psichiatrica e, a causa di vicende gravi all'interno della sua famiglia, non parla quasi mai e ha paura di toccare gli altri;  Matteo la conosce e riesce a starle vicino, lavorando nell'istituto in cui lei è rinchiusa e stringe amicizia con lei, parlandole e condividendo le sue passioni fino al punto di decidere di portarla via da quel luogo. La vacanza a capo Nord risulta essere l'occasione migliore e il giorno della partenza Matteo si presenta con la ragazza al seguito; parte alla ricerca del padre della ragazza con l'intento di affidarla al genitore, ma dopo un lungo viaggio fatto assieme a Giorgia e al fratello Nicola, le sue idee sfumano in seguito al rifiuto del padre di riprendere in casa la figlia, sostenendo di non potersene prendere cura. I tre ragazzi proseguono quindi il loro viaggio facendo ritorno a Roma, dove Giorgia  viene catturata dalla polizia e riportata in istituto. Nel frattempo le strade dei due si dividono: Matteo torna a Roma, smette gli studi e decide di arruolarsi nell'esercito. Nicola, invece, prosegue gli studi. Le loro vite tornano ad incontrarsi nella città di Firenze colpita da un'alluvione, occasione in cui Nicola conoscerà Giulia, che diverrà presto la sua compagna.  Il film fa poi un salto temporale fino al 1968, anno in cui le lotte tra manifestanti e polizia raggiungono un picco nella città di Torino, dove abitano da qualche tempo Nicola e Giulia i quali aspettano peraltro una bambina: ad un corteo che poi sfocia in uno scontro di piazza i due si trovano a scappare dai manganelli dello squadrone di agenti (nel quale è presente anche Matteo) .Qualche tempo dopo Matteo viene trasferito a Bologna in quanto troppo violento durante lo scontro e successivamente fino a Palermo, dove lavora come fotografo forense. Proprio a Palermo incontrerà Mirella, donna con la quale avrà una breve storia d'amore da cui nascerà un bambino, Andrea che non conoscerà mai il padre che qualche anno più tardi, successivamente al saluto della famiglia alla cena di Capodanno, si suiciderà lanciandosi dal balconcino del suo appartamento. Nel frattempo anche Nicola e Giulia vanno incontro alla rottura, poiché lei, sempre più vicina alle Brigate Rosse di cui era sempre stata sostenitrice, decide di lasciare la casa e così chiude sia il rapporto con Nicola sia quello con la figlia Sara, che riuscirà però a recuperare diversi anni più avanti. Tramite una mostra fotografica, vista da Nicola dopo la morte del Matteo, egli trova casualmente una foto del fratello e anche sotto consiglio di Giorgia, da poco ritrovata, si convince nel contattare la fotografa, Mirella Autano. La donna era la stessa con cui Matteo aveva intrattenuto una relazione amorosa fino a poco tempo prima della sua morte, ma dell'esistenza della quale non aveva mai informato nessuno. Nicola decide quindi di raggiungere la donna a Palermo, dove vive con il figlio Andrea, portando con se anche l'ormai anziana madre Adriana che morirà qualche mese più tardi. Il rapporto tra Mirella e Nicola si stringe sempre di più fino a trasformarsi a fine film in una vera relazione e al tempo stesso si stringe anche quello tra zio e nipote: il film si conclude infatti con il viaggio a Capo Nord che fa Andrea, ormai cresciuto insieme alla fidanzata. 



sabato 19 ottobre 2019

PSICOLOGIA Carl Gustav Jung

http://www.altamira.it/test/tipi.htmhttps://lamenteemeravigliosa.it/tipi-personalita-carl-jung/






Carl Gustav Jung è figlio di un pastore protestante, il quale nel 1906 inizia ad intrattenere un rapporto epistolare con Freud, uomo che lo aveva da sempre affascinato per via della sua famosa teoria sulla psicoanalisi. Tra i due si instaura un rapporto sempre più stretto che produrrà però due visioni opposte su molti versanti. La differenza alla base dei due psichiatri sta nell'obiettivo delle teoria: se infatti secondo Freud, la psicanalisi è necessaria a far riemergere i contenuti rimossi per porli sotto il controllo dell'Io, per Jung la situazione è differente, egli ha infatti una concezione finalistica e vede la vita come un percorso di realizzazione del sé. La loro separazione è inoltre evidente anche nella concezione della libido: secondo Jung infatti essa non è riconducibile alla sola energia sessuale, bensì è da ricondurre ad un'energia vitale più generale. Per di più, sono presenti differenze anche per quanto riguarda l'inconscio che non si esaurisce più ai contenuti rimossi, ma è un inconscio collettivo, dato dagli archetipi. Gli archetipi sono disposizioni psichiche di natura collettiva. Tra i principali archetipi troviamo: 
-l'ANIMA: costituisce le componenti femminili nella personalità maschile (sensibilità, intuizione); 
-l'ANIMUS: parte maschile nella personalità femminile (forza, determinazione);
- la PERSONA, ossia l'immagine pubblica, il ruolo che giochiamo con gli altri;
- l'OMBRA, componente psicologica irrazionale e istintiva, portatrice di energie creative ma al tempo stesso va tenuta sotto controllo;
Tra le principali opere di Jung troviamo l'opera dei Tipi Psicologici; in essa sono spiegate le modalità di atteggiamento nei confronti del mondo esterno e interiore. Jung individua 2 orientamenti principali: l'estroversione e l'introversione. L'estroverso canalizza le sue energie verso il mondo esterno mentre l'introverso si concentra maggiormente sul proprio mondo interiore. Ai due orientamenti sono abbinate 4 funzioni psicologiche:
1) il pensiero: funzione razionale che consente la comprensione della realtà; 
2) il sentimento: funzione razionale che rivela ciò che è spiacevole e ciò che è piacevole; 
3) la sensazione: funzione irrazionale che indica la percezione sensoriale; 
4) l'intuizione: funzione irrazionale che indica la provenienza e il fine di una cosa; 
In ognuno di noi sono presenti tali funzioni, alcune in minor parte ed altre in parte più consistente. La vita psichica è dunque conflittuale. 
Secondo Jung la vita va improntata alla realizzazione del Sé, un processo da lui chiamato come individuazione. Uno dei suoi motti più famoso è infatti "diventa chi tu sei". 
Può accadere che l'individuo non riesca però ad adattarsi alla realtà, non riuscendo a soddisfare le sue esigenze e andando così incontro alla formazione di nevrosi. Queste ultime si generano conseguentemente alla nascita di complessi che dominano la vita del soggetto nevrotico. La terapia per la loro cura si basa sul recupero dei contenuti inconsci per ottenere indicazioni sulla via da seguire per il proprio futuro. La terapia utilizza inoltre l'interpretazione dei sogni. I sogni non sono intesi come espressione dell'inconscio ma sono frutto di immagini simboliche date dagli archetipi. Jung non distingue in contenuto latente e contenuto manifesto e vede il sogno come contenitore di indicazione per la propria vita e come elemento premonitore.   


PSICOLOGIA Alfred Adler





Il primo a distaccarsi dalla Società psicoanalitica è lo psichiatra Alfred Adler: egli si contrappone al pensiero di Freud soprattutto per quanto riguarda le nevrosi. Se infatti queste sono secondo Freud legate ad aspetti sessuali, secondo Adler esse dipendono invece dalle relazioni che un individuo stabilisce con altri esseri umani e sono legate al senso di inadeguatezza individuale. Ognuno di noi sperimenta tale sensazione: fin da bambini, gli esseri umani si sentono deboli e vulnerabili e se messi a confronto per esempio con qualcuno di più di grande loro, provano una sorta di inadeguatezza. Da qui nasce la volontà di affermazione, detta anche volontà di potenza. Questa è una tappa dello sviluppo individuale che consiste nell'impegno da parte di ognuno di noi per appiattire tale senso di inferiorità, realizzando così il proprio sé creativo. Secondo Adler, il soggetto nevrotico si caratterizza per un'accentuazione del senso di inferiorità: egli tende ad autorealizzarsi in modo asociale, pretendendo che sia la società a soddisfare i suoi desideri egoistici, manifestando aggressività nel momento in cui ciò non viene a verificarsi. Adler elabora anche una terapia personale per la cura della nevrosi; essa consiste in un confronto diretto tra terapeuta e paziente, in cui il nevrotico viene rieducato alla relazione sociale.

PSICOLOGIA la nascita del movimento psicoanalitico




















A partire dal 1902, un gruppo consistente di medici che condividono l'approccio freudiano, ogni mercoledì sera si ritrovano a casa di Freud per discutere le problematiche riguardanti la pratica terapeutica della psicanalisi. La loro volontà è quella di costituire una teoria coerente e condivisa. Nel 1915 Freud pubblica l'opera "Metapsicologia", strutturata come una raccolta di saggi che conferisce una sistematizzazione teorica della disciplina. Dopo la pubblicazione di tale lavoro, la teoria freudiana inizia a diffondersi in tutta Europa fino a toccare persino gli Stati Uniti; questo avvenne sicuramente anche grazie ad un importante incontro che Freud ebbe intorno al 1906: proprio in quest'anno inizia infatti un rapporto epistolare con un medico svizzero, Carl Gustav Jung. Quest'ultimo, non essendo ebreo, consente a Freud l'approccio con una realtà diversa rispetto a quella che fino a quel momento lui aveva frequentato, permette infatti la diffusione della teoria anche al di fuori dell'ambiente legato alla comunità ebraica. Durante la seconda guerra mondiale, a causa delle persecuzioni naziste, il movimento finirà momentaneamente per disperdersi per poi ricostituirsi al termine del conflitto, divenendo un punto di riferimento per la cultura occidentale.

domenica 29 settembre 2019

PEDAGOGIA La Ratio Studiorum

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I gesuiti stabilirono un rigido programma scolastico, prodotto da una lunga serie di sperimentazioni i cui risultati venivano discussi e modificati nei loro difetti. Nel 1599 venne elaborato il definitivo programma di studi: la Ratio studiorum, un ampio documento che regolava le regole, i programmi, gli orari, la didattica e le norme di comportamento all'interno dei collegi gesuiti. Il piano di studi era identico per ogni collegio, così da facilitare gli allievi in eventuali trasferimenti. Gli insegnanti erano di varia provenienza ma tutti all'interno del collegio utilizzavano la lingua latina. La struttura scolastica era piramidale e prefigurava quella assunta ad oggi dallo stato. Gli scolari erano distinti in esterni, ossia laici e scolastici, coloro che volevano entrare nell'ordine. Il loro corso di studi si articolava in 3 fasi: la prima era il corso umanistico seguito da quello filosofico e da quello teologico. CORSO UMANISTICO: iniziava tra i 10 e 12 anni ed era incentrato sullo studio della grammatica durante i primi 3 anni, un anno di umanità e un anno di retorica. Questo corso era funzionale all'assimilazione della lingua greca e latina, fondamentali per potersi muovere liberamente negli ambienti colti dell'epoca oltre che allo studio dei grandi autori classici.
CORSO FILOSOFICO: paragonabile al triennio del liceo classico, prevedeva lo studio della logica, della fisica, della cosmologia, della matematica e dell'etica.
CORSO TEOLOGICO: una sorta di corso universitario accessibile unicamente a coloro che avrebbero preso i voti e che prevedeva lo studio delle Sacre Scritture, della lingua ebraica e della teologia morale e dogmatica.
Essi introdussero inoltre diverse novità didattiche nella Ratio Studiorum, tra queste:
- la divisione degli alunni in classi a seconda dell'età;
- la gradualità dell'insegnamento e l'attenzione per le inclinazioni personali dei sinoli individui;
- la presenza di un unico docente;
- la presenza di esami per passare al corso successivo;
- l'utilizzo di premi e punizioni;
- l'obbligo di utilizzare la lingua latina;
- lo studio a memoria, i temi o composizioni scritte e la discussione pubblica;

PEDAGOGIA i gesuiti





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Durante la Riforma cattolica sorsero nuovi ordini religiosi, tra essi una delle più importanti è la compagnia del Gesù , fondata da Ignazio di Loyola per fini missionari e di "cattolicizzazione" del mondo. I gesuiti, aderenti alla compagnia, erano caratterizzati da una profonda cultura, per prendere i voti infatti dovevano aver studiato filosofia, teologia e un terzo ramo del sapere. Essi dovevano inoltre essere dotati di una piena maturità del carattere data dalla preghiera e dalla riflessione. Ignazio di Loyola, data la crisi che le università dell'epoca stavano affrontando, decise di aprire dei collegi appositi per la formazione dei futuri membri dell'ordine. Successivamente, a causa dell'alto numero di richieste, i collegi vennero aperti anche ai laici provenienti da ceti alti.

PEDAGOGIA riforma protestante e riforma cattolica



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La società del Quattrocento è una società profondamente religiosa, soprattutto per quanto riguarda la parte di popolazione più ampia ossia quella delle classi sociali basse, essi praticavano una devozione semplice spesso fondata sulla superstizione. Accadeva non di rado che ricchi mercanti, pentiti dall'accumulo di ricchezze avuto nel corso della propria vita, prima di morire lasciassero lasciti ai poveri. Fu proprio durante questo periodo che si andò incontro alla Riforma cattolica, iniziata in realtà già in precedenza. L'autorità papale era stata messa in crisi già dal periodo avignonese ed erano state favorite le dottrine conciliaristiche che predicavano la superiorità del concilio sul papa. Nel 1545 per evitare che tali dottrine prendessero il sopravvento, venne istituito il Concilio di Trento che, per cause esterne, si concluse diversi anni dopo. Tramite il concilio vennero riaffermate le verità della fede cattolica e venne ristabilita la saldezza della dottrina cattolica, messa in crisi dalle dispute teologiche e dalle contestazioni filosofiche. Venne inoltre affermata l'importanza delle opere e il ruolo della Grazia, vista come un agente che sostiene l'individuo nella propria vita morale cooperando con lui e la preghiera. Infine si stabilì il dovere della Chiesa di insegnare e avviare al bene tutti gli esseri umani, educandoli alle virtù cristiane, partendo dalla formazione ecclesiastica.

PSICOLOGIA L'Io e le pulsioni

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L'Io nella sua quotidiana lotta per il dominio delle pulsioni, deve attuare dei meccanismi di difesa per proteggere la nostra integrità psichica; i principali sono:
la RIMOZIONE: i contenuti ritenuti inaccettabili dalla nostra coscienza, vengono cancellati da essa ma si ripercuotono inconsciamente sui nostri comportamenti.
la SUBLIMAZIONE: canalizzazione dell'energia sessuale verso obiettivi socialmente utili. Le pulsioni vanno dunque indirizzate verso attività come lo studio, il lavoro o la produzione artistica.
la FORMAZIONE REATTIVA: si viene a sviluppare un comportamento opposto rispetto a quello precedentemente inibito;
la PROIEZIONE: attribuzione della causa di propri comportamenti negativi a terzi. Questo meccanismo è alla base delle fobie, la cui causa è infatti attribuita ad agenti esterni quado in realtà deriva da una propria pulsione inconscia.
la NEGAZIONE:  rifiuto di affrontare realtà passate dolorose che affiorano nel presente magari tramite la produzione onirica.
la RAZIONALIZZAZIONE: giustificazione razionale di un determinato comportamento e conseguente negazione dell'impulso che lo ha generato.

PSICOLOGIA civiltà e pulsioni




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Nella sua opera "Il disagio della civiltà", Freud analizza il rapporto tra l'individuo e la società. Egli pone alla base la sostanziale infelicità della vita umana: la civiltà prevede infatti una parziale rinuncia alla soddisfazione delle pulsioni a favore dell'adesione al patto sociale che è alla base della costruzione di una normale comunità sociale. La civiltà è il risultante della sublimazione delle pulsioni: nel momento in cui infatti le energie libidiche non sono utilizzate a scopo sessuale, esse possono essere indirizzate verso obiettivi socialmente utili. Dunque è proprio tramite la sublimazione che ogni individuo può raggiungere la propria felicità e realizzazione personale.